COMMISSARI PER LE QUESTIONI ETNICHE / 1

Tranquilli ragazzi, picchiatori di rumeni e altro, ora siete proprio fuori tempo; ci pensa lo Stato a somministrare la violenza, di cui detiene il monopolio legittimo, contro gli immigrati clandestini o, come dice il sinistrorso TG3 (edizione regionale lombarda delle 14:00)

I Rom di troppo

quelli che vanno spostati da un luogo all’altro. Oggetti dell’attenzione di questa casta bianca, politicamente corretta e pronta a rifugiarsi nelle sottane dell’identità tribale quando le campane suonano. Sono bianchi, siamo “Noi” e i Rom sono “loro”; la comunicazione li riguarda ma non è fatta da loro. Prendo i Rom come esempio di alterità, come in genere gli extra-comunitari, i senza-tetto, i disabili, i criminali, un loro diverso dall’enunciatore bianco, perbene, medio-piccolo borghese, perfettamente integrato e soddisfatto del sistema dei messaggi, pronto a indignarsi ora contro i Romeni o i Rom (che differenza fa?), domani contro gli Islamici. Gli Ebrei sono riusciti a entrare nel sistema dell’enunciazione in genere presentandosi come mansueti custodi di un’identità “più Europea degli Europei”, ma vi vengono ricacciati indietro periodicamente, soprattutto quando la crisi economica stringe e alcuni intellettuali “di sinistra” (la maschera migliore e più efficace per questo tipo di operazioni etnico-culturali) si ergono contro la “loro” invadenza, in genere usando un sistema semantico in codice che attacca la “base” o il “villaggio” di origine, Israele.

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