GLI SCHEMI SEMPLICI DELLA COMUNICAZIONE POLITICO-FINANZIARIA 2

Il legame Gnutti-Telecom è una sorta di nemesi del capitalismo solido, milanese, bancocentrico e amato da Repubblica rispetto agli avventurieri bresciani, quelli che, in un articolo del 2003 se non sbaglio, venivano dipinti come “imprenditori dalle scarpe grosse” oppure “razza padana” (Gnutti, Lonati), con lo stesso disprezzo con cui le “signore” del centro di Milano trattano i ristrutturatori che ogni mattina vengono da Bergamo a mettere a posto i loro cessi. Ora Hopa lamenta perdite proprio legate all’uscita dall’azionariato Telecom, in cui la loro presenza era appena sopportata già ai tempi di Tronchetti Provera (altro esemplare mediaticamente vincente del capitalismo che piace a Repubblica e dintorni), ed era storicamente un residuo della scalata del 1999 con Colaninno e Unipol che scalzò Bernabè.

Operazione mai digerita dalla stampa del capitalismo dominante, fonte delle associazioni inquietanti del giornalismo finanziario, molte delle quali espressione dell’inconscio capitalistico borghese come ripreso in modo esemplare da Thomas Mann in Buddenbrook: ricorso al debito, rottura violenta dello status quo e alle casseforti del capitalismo famigliare (le stesse dietro i grandi editori), prova di forza dei nuovi venuti, ecc. Ora con la ciclicità e la forza tranquilla dei pazienti, il capitalismo di Bernabè si è preso una rivincita sancita da questo posizionamento isotopico e dalla tematizzazione: Telecom sopra, in evidenza ed infiocchettata da un bel titolo, Hopa sotto, con un titolo di evocazione orrifica “Profondo rosso per la creatura di Gnutti” e la sottolineatura machista della mancanza di banche con “spalle sufficientemente larghe per tappare i buchi” e, con una punta di Schadenfreude, l’affondo finale (in cauda venenum, insegnavano i gesuiti) contro le “fragilissime casseforti della Leonessa”, cioè del capitalismo bresciano.

Non dimentichiamo mai che la lotta di potere economico è roba semplice, direttamente in contatto con lo strato profondo antagonistico degli uomini, scontro fra tribù che dispongono di attributi; i giornalisti mediano culturalmente quello che vedono dalla loro tenda. Nel loro racconto c’è anche e direi soprattutto la performanza, ovvero la storia, il vissuto, i nessi semantici legati alla loro adesione alla parte vincente nella lotta, l’espressione del loro compiacimento per aver puntato sul cavallo vincente e aver guadagnato galloni immaginari nei “salotti buoni” … e anche una punta di cattiveria nel deridere lo sconfitto e nello scacciare il fantasma di aver rischiato, per poca cautela e giudizio, di parteggiare per lui (Gnutti - Hopa - Unipol è stato per qualche tempo vicino al centro sinistra e in particolare a D’Alema; Repubblica, nonostante il suo appoggio al csx, ha sempre preferito la parte prodiana-ulivista e ha sancito alleanze finanziarie omogenee a questa parte)

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