“MAMMA LI TURCHI”: UN ALTRO TOPOS DELLA STAMPA BORGHESE
La Turchia osservata speciale. La Turchia ossessione degli Italiani. Il luogo dove è morto don Andrea Santoro nel 2006, ucciso da un “fanatico”, con la polizia e le istituzioni subito coinvolte in un’ondata di sospetto. La Turchia che non fa abbastanza per diventare europea, la Turchia che vola alto nei dibattiti di Bruxelles per essere poi ributtata in un angolo da fatti di cronaca ingigantiti in modo esagerato. Una tattica di cui è maestro Andrea Bonanni della Repubblica. In questa intervista all’allora ministro degli esteri D’Alema (3 novembre 2006) si riportano di seguito le domande ossessive
Ministro D’Alema, gli spari davanti al consolato italiano di Istanbul non sono un bel segnale per la vostra politica di apertura alla Turchia.
Anche il mancato incontro tra il premier turco Erdogan e il Papa durante l’imminente visita di Ratzinger in Turchia è un sintomo di questa tensione?
Però l’Italia continua sulla linea filo-turca che era un cavallo di battaglia del governo Berlusconi. Non le sembra il caso di correggere un po’ la rotta?
Intanto le cose si stanno mettendo male. La Commissione presenterà la settimana prossima un rapporto molto severo sulla Turchia. Neppure questo vi induce a rivedere le posizioni italiane di sostegno all’adesione di Ankara?
Sembra però che l’apertura dei negoziati di adesione abbia avuto l’effetto di allontanare l’opinione pubblica turca dall’Europa, invece di avvicinarla.
Sì, ma anche questa nostra insistenza a proporci come modello, non rischia di essere controproducente? Si direbbe che più ci accaniamo ad esportare la democrazia nei Paesi islamici, più l’integralismo si rafforza. Le sembra una strategia vincente?
Intanto però il radicalismo religioso e politico raccoglie proseliti.
La veste ideologica sembra un portato dell’avversione verso gli USA e del programma narrativo “Europa Fortezza franco-tedesca” . Tuttavia per l’agenzia anti-turca profonda e radicale, la Turchia è ancora un personaggio dei Buddenbrook, narrato dal borghese Thomas Mann
Lauritzen era senza dubbio un onest’uomo e un eccellente commerciante; ma apparteneva al ceto medio, al buon ceto medio, suo padre prendeva ancora con le sue mani le aringhe salate dal barile e le incartava per le serve… e adesso il proprietario di un negozio al dettaglio sedeva in senato
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