Archivio per Aprile 2008

marketing finanziario: dati ed emozioni

Aprile 30, 2008

Comunicazione finanziaria. Se ne è parlato al Mediolanum Marketing Forum lo scorso 21 aprile, in un contesto reso turbolento dalla contrazione del mercato e dal cambiamento delle preferenze degli investitori, in pieno esodo dai fondi azionari tradizionali e attratti da proposte relativamente nuove (fondi indicizzati, ETF, hedge).

Rispetto alla discussione in corso penso di poter dare qualche contributo; come esperto in comunicazione di impresa ho svolto per lungo tempo un ruolo di “cane da tartufo” rispetto al valore DENTRO la comunicazione finanziaria. Un grande lavoro di analisi di dati di mercato e di commenti sul mercato; un’attività che ancora oggi mi affascina anche se slegata da una mansione specifica; consiglio a tutti, una volta alla settimana, di fare un passaggio a volo sui siti delle principali 20-30 banche mondiali, e “farsi un’idea”.

Attraverso il confronto, il benchmarking tra le visioni strategiche delle case di investimento, è possibile individuare i lineamenti di un mondo globalizzato, complesso e interconnesso da milioni di fili; un mondo in cui il “decoupling” tra diverse aree geografiche (USA ed Europa, Occidente e Asia) è messo in discussione e in cui ai gestori di patrimoni viene affidato il compito, difficile e affascinante, di scoprire i punti di frattura tra le “asset classes”, le discontinuità, le non correlazioni, gli eventi e le situazioni speciali che generano valore all’interno del mare di risorse finanziarie in continuo movimento, attirandole.

Alcuni parlano di alfa e di investimenti a ritorno assoluto; dal punto di vista della comunicazione, mi sembra di poter dire: conta la capacità di raccogliere più informazioni e trasformarle in stimoli decisionali, insieme al cliente. In questo passaggio si perde inevitabilmente in razionalità. E’ una perdita anche finanziaria? Difficile dirlo. Nel cuore della crisi di agosto 2007, tra le maggiori vittime ci sono stati quei quantitative funds che promettevano di sfruttare inefficienze di mercato in modo immediato, sulla base di algoritmi. Una giusta via di mezzo tra la neutralità “stupida” delle macchine senza emozioni e il consiglio sbagliato di chi è in conflitto di interessi potrebbe nascere oggi; il mercato sembra richiederlo.

“PROGRESSISTI, NON FESSI”

Aprile 30, 2008

C’è un vecchio adagio che dice che solo i fessi non cambiano idea. Anche Repubblica in fondo, capisce che con questo governo di destra bisogna fare i conti. Anzi, i conti li ha certamente fatti prima delle elezioni, sapendo che una vittoria di Berlusconi e di quelle che Bertinotti chiama sprezzantemente “le destre” (quasi fosse un gelato alle “creme”…) serviva e sta servendo a mettere in un angolo la dirigenza DS del partito democratico e in particolare il “gruppo romano” di imprenditori legati a Veltroni. Segnali lanciati a Prodi, l’ex leader DC che ha in mano la macchina di potere più grossa e solida, su cui si possono appoggiare i gruppi industriali privati. Berlusconi è sempre un gradino sotto, ma serviva la sua vittoria elettorale per far saltare gli equilibri interni al PD e favorirne l’ala prodiana.
Citare articoli del Guardian che parlano dell’Italia come se fosse uno zoo, come fa MyTube di Franceschini non mi sembra un esercizio particolarmente interessante; la sinistra progressista “scopre” per la quinta, sesta volta nel giro di dieci anni, che il paese è sempre un pò più a destra; in questa maniera la classe dirigente può dire

“noi saremmo tanto buoni e progressisti ma dobbiamo ascoltare il popolo quindi saremo costretti nostro malgrado ad affondare le barche di immigrati…che peccato”

E’ un dato di fatto tuttavia che le arie da macho, da piccolo putin italico, siano diventate una seconda pelle di Berlusconi.
Il Corriere della Sera si affretta a cercare un significato per le esternazioni di Berlusconi contro l’Unione Europea che “dà fastidio” sulla vicenda Alitalia all’elefante potente e apparentemente tranquillo, un simbolo di sopraffazione fallica, di ferocia pronta a scattare e travolgere tutto; un dotto intervento che non mi convince ancora una volta. La metafora potente è tipica del marciume italico borghese: la narrazione a questo punto prevede un soggetto tranquillo e poco loquace, un padre, una figura di potere acquisito e solido, che “si scrolla di dosso” il figlioletto chiassoso e rumoroso, ma poco efficace, poco pratico, femmineo.

E mentre Berlusconi assapora, immaginiamo sbavando, il gusto di mettere le mani sui giocattolini di Stato, di fare il novello Prodi, la Repubblica si adegua. I blogger si adeguano. I progressisti furbi di Repubblica si adeguano. Adesso il “protezionismo” va di moda, ci spiega la Repubblica in prima pagina; la globalizzazione fa emergere il ruolo dello Stato come sodale degli interessi privati dei grandi gruppi; resa fascinosa, è la teoria dei “campioni nazionali”.

Berlusconi non avrà lo stile felpato e gollista dei “tecnocrati irizzati” prodiani, ma in più ha la fame di mettere insieme un piccolo impero con uno stile tutto suo, putiniano. Lui si muove con grande agilità tra i salotti milanesi, e probabilmente, come Prodi prima di lui, cercherà di mettere le mani su Telecom, un asset strategico sindacale e politico da far valere nella concorrenza internazionale

PRIMAVERA LOMBARDA

Aprile 26, 2008

La Natura tra Lodi, Cremona, Mantova, con la sua luce ridente di queste settimane battezza il viaggiatore.

Ho tre appunti di viaggio su Youtube che potrebbero interessarvi e appassionarvi alla splendida e luminosa campagna centropadana

 

POSIZIONAMENTO PSICHICO

Aprile 23, 2008

 

ecco il mio posizionamento mentale all’interno del master Communicactive

(io sono Marco)

 

EVERYTHING ABOUT MONTANA

Aprile 22, 2008

Visto che mi preparo in qualche modo a partire per gli USA (non vedo l’ora!), comincio a sondare un pò di stati.

 

Seamus_Murray

By Seamus Murray

Il quarto più grande stato americano è il settentrionale Montana. Ci troviamo sulle propaggini Nord delle Montagne Rocciose, al confine con il Canada; tutta la parte occidentale è montuosa mentre il 60% del territorio è attraversato dalle pianure del Missouri e dalle praterie circostanti. Lo splendido Flathead Lake è un’altra delle grandi attrazioni legate agli scenari maestosi di questo Stato. E’ infatti il più grande lago d’acqua dolce degli Stati Uniti a Ovest dei Grandi Laghi.

Tra i luoghi che dominano le scenario c’è lo Sleeping Giant, riserva naturale protetta in questa regione, a nord della capitale Helena. Un altra città importante è Billings, dove ogni anno si tiene il Campionato USA di hillclimb; quest’anno il 27-07 … organizzati dal Billings Motorcycle Club.

IL FILONE DEI PROGRESSISTI DI REPUBBLICA

Aprile 22, 2008

Meno netta, e non da ora, è l’intenzione complessiva della sinistra, compresa e anche dispersa in quel vastissimo territorio che va dalla difesa dello stato di diritto alla repressione dei crimini, dall’accoglienza degli stranieri alla necessità di imporre anche a loro il rispetto delle nostre leggi: operazione, quest’ultima, di particolare difficoltà nel caso di popoli e culture che hanno delle donne un concetto sovente “proprietario”, dunque rapinoso e violento.

(Michele Serra, Repubblica 20 aprile)

IL FILONE DEI PROGRESSISTI

Aprile 22, 2008

che le parole servano ad ingannare e raggirare una platea anche attenta, ma complice, come quella del Festival della Filosofia di Roma, è dimostrato dalla traduzione di questo intervento di Scalfari sul 1968, progenitore dei leghisti anti-autoritari (?)

«Di grave io vedo l´abolizione dei ruoli, padre-figlio, maestro-allievo e così via, che porta diritto alla rescissione della memoria storica. Si decide tutto in assemblea o al collettivo, figurarsi se si può riconoscere l´autorità costituita e accettare il suo sapere (magari per rifiutarlo più tardi), che appunto significa memoria storica. Tutto viene riportato al “qui e ora”, e, mancando di passato, non si è in grado (né lo si vuole) di progettare il futuro. Questa “resa al presente” e al “qui e ora” al “tutto e subito” dura ancora oggi. Gli ultimi quarant´anni sono stati scanditi dal presente.

tutto questo complicato giro: mancanza di rispetto del passato, dei padri - tutti al maschile nella narrazione del progressista Scalfari -, quindi mancanza di progettualità, sfrenamento dei desideri, tutto questo per dire che

«Nell´autunno caldo avrebbe dovuto operarsi l´auspicata saldatura fra studenti e operai che non si operò: i primi volevano “l´immaginazione al potere” e che “il privato fosse pubblico”, i secondi dei nuovi e buoni contratti».

cioè che il tipo umano responsabile di questa mancanza di morigeratezza, progenitore dell’attuale leghista è il solito operaio, con il suo insano desiderio di vedere migliorare le proprie condizioni di vita, e il suo materialismo. Meglio per la borghesia, i sogni aerei degli studenti in rivolta, il velato autoritarismo della distruzione del privato nel pubblico, l’evocazione nazimaoista del processo in piazza che poi servirà per successive operazioni del regime italiano…

PASS ME THE MIC / HIT ME

Aprile 20, 2008

B. Grünlich is an (ex) Communist

Aprile 19, 2008

Mi limito a riproporre il mio Bignami-Bignardi per la comunicazione politica italiana, i Buddenbrok e tirare fuori un personaggio, il commerciante Bendix Grünlich che dopo aver tentato una riconciliazione con l’odiata moglie Tony Buddenbrok/ Veltroni e con il finanziatore, il suocero, esplode in questa verità:

«Vattene pure! Credi che piangerò la tua lontananza, stupida oca? Oh, no, ti sbagli carissima! Ti ho sposato solo per i tuoi soldi, ma siccome non ce n’era abbastanza, tutt’altro! tornatene pure a casa! Di te sono stufo… stufo… stufo…!»

Courtesy of Hop-Frog
Perchè Bendix Grünlich è un “ex” comunista nel nostro proscenio? Perchè “abbastanza” potere mediatico finanziario e bancario è quello che mancava e manca a Veltroni, non certo paragonabile a Prodi. I nostri Grünlich hanno subito fiutato che perdevano un buon partito e sono passati all’opposizione…di Veltroni… con un coraggio ed una foga degna di altre battaglie (la sicurezza sul lavoro, per esempio?). Prodi era proprio un buon partito con inesauribili fonti e collegamenti nell’alta borghesia settentrionale ed europea e tra i grand commis. Una combinazione unica sul mercato politico, un potere tale da rendere accettabile alla borghesia una presenza folcloristica e decorativa “comunista” nel proprio salotto parlamentare e mediatico. Bertinotti, Diliberto, Pecoraro, ecc sono dirigenti filoprodiani, sono personale politico organico al sistema di potere economico prodiano-ulvista, da “sinistra” convergono a “destra” con la democrazia cristiana, da almeno 15 anni.

ANALISI BLOGOSFERICA DEL VOTO 2

Aprile 16, 2008

Mi pare che in queste ore si stiano delineando diverse sfumature di interpretazione del voto del 13-14 aprile. Ci sono elementi di riflessione molto diffusi sulla “scomparsa della sinistra”, cioè sul tonfo elettorale della Sinistra Arcobaleno scesa sotto il 4% (dal 11% di cui disponeva solo 2 anni fa).

Ci sono pianti vari e lacrime di coccodrillo (c’è un blogger su La Casa dei Giochi che usa proprio questa espressione) di chi credeva di ingannare ancora l’elettorato dopo aver fatto le belle statuine in Parlamento, senza nemmeno la capacità di far approvare una legge sulla sicurezza in fabbrica!!! E dimostrando la loro alienazione dal paese, il loro capogruppo alla Camera, un inquietante mandarino di nome … non mi ricordo, deplora di aver dovuto “ingoiare bocconi amari” per due anni pur di sostenere Prodi. Lui, il suo gruppo parlamentare? O gli operai che hanno dovuto accettare la continuazione dei tagli del Welfare, una riduzione del potere d’acquisto generalizzata, da crisi sudamericana, l’esproprio del TFR a favore delle pensioni private (Generali, Mediolanum, Fondazioni, ecc ecc)?

Va bene, andiamo avanti. C’è Ferrara che in preda ad una crisi di autostima per aver fallito la terapia shock del sequestro statale degli embrioni, dichiara:

Al mio grido di dolore su un tema drammatico e vero, gli italiani hanno risposto con una sonora pernacchia

quando aggiunge

evidentemente l’idea di una lista improvvisata, solitaria su un tema etico, si è rivelata sbagliata. E la colpa è tutta e solo mia


incredibilmente l’intervistatrice Caterina Pasolini di Repubblica, non si preoccupa e scambia per ironia quello che potrebbe essere invece un segnale disperato di chi a questo punto potrebbe buttarsi dal 10° piano di un palazzo e spiaccicarsi al suolo con fragore mentre passa una rivista militare, su asfalto bollente. Niente, nessuno si preoccupa per Ferrara che, ripeto, potrebbe tentare il suicidio, il che sarebbe molto grave perchè contravverrebbe al dettame cristiano più che alla perdita di un battagliero capoufficio i cui dipendenti hanno deciso di sostenere liberamente con lingua e pensiero, e senza ripeto senza considerare la necessità di arrivare a fine mese in un mercato (quello giornalistico) senza certezze e assediato dalla precarietà.