Archivio per Marzo 2008

LA RETORICA DELLA “SVENDITA”: ALITALIA, EXPO, ECC

Marzo 31, 2008

Nelle ore, anzi nei minuti, che precedono la scelta della sede dell’Expo Internazionale del 2015, è uscito su Repubblica.it un interessante articolo di Emanuela Audisio, che ripercorre la storia delle “congiure, dei piccoli tradimenti e grandi compromessi” dietro le scelte di una specifica sede internazionale. Cita i casi dei Mondiali e delle Olimpiadi.

I cambiamenti improvvisi rispetto ai pronostici sarebbero fondamentalmente dovuti a fenomeni di corruzione.

Come vengono rappresentati questi repentini passaggi di voti? Essenzialmente come capricci incontrollabili, individuali, difficilmente computabili ma sempre ai danni della favorita.

Per che cosa si erano venduti? Per i figli, per la famiglia, per tirare avanti, per non perdere prestigio e potere d’acquisto. Per una borsa di studio nei college americani, per le cure mediche specialistiche in ospedali all’estero, per inserire la figlia violinista nei concerti importanti, per una vacanza senza problemi, per uno shopping agevolato.

Solo alla fine dell’articolo viene pronunciata finalmente la parola, evocata ma mai esplicitata “corruzione”. La lobbying, le mazzette, la corruzione, sono quindi di parte turca. Questo non può essere detto, ed in effetti non è detto, nell’ articolo. Qui viene detto solamente che ci sono persone che si lasciano corrompere, che sono in vendita.

Ma ci è stato insegnato, negli ultimi giorni, che essere in vendita è male. Equivale a vendere la propria sostanza irrinunciabile, non scambiabile; evoca conflitto, morte propria o dello sfidante, guerra di civiltà. E’ vero, ci sono valori che non sono in vendita, ci ricorda questo manifesto elettorale dell’UDC

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come non è in vendita, anzi in svendita l’Alitalia, insiste ancora in queste ore Berlusconi (basta citare l’ultima agenzia di oggi)

E’ una follia pensare di rinunciare alla compagnia di bandiera” [le condizioni di Air France] non solo sono irricevibili ma sono condizioni offensive per noi. Per queste ragioni mi sono rivolto all’orgoglio, e all’interesse, degli imprenditori, perche’ non si puo’ accettare di svendere la nostra compagnia di bandiera. E’ una follia pensare di rinunciare ad Alitalia

Come “non è in svendita Vicenza”, dove le cooperative di costruzioni sono state incaricate di ampliare la base NATO. Insomma, in questi giorni è tutto un rincorrersi del topos anti-mercantile, aristocratico, patrizio del disprezzo per chi vende e compra, per l’atto di scambio in cui qualcuno dà e qualcuno riceve, visto con sospetto, acrimonia, diffidenza.
Sembra la diffidenza del borghese di vecchio lignaggio verso il neoborghese - un agente operativo molto frequente nella grande stampa e nella comunicazione pubblica politica italiana.  In questo caso l’antagonismo con la Turchia è consono ad evocare la metafora della merce che si vende per un valore intangibile, come il brand “made in Italy” utilizzato dai nostri imprenditori per giustificare prezzi più alti.

MAJOR BOOBAGE SPITZER

Marzo 30, 2008

Il governatore dello Stato di New York Elliot Spitzer è stato costretto ad ammettere di aver pagato una prostituta, questa splendida ragazza
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le cui forme hanno finalmente mandato in tilt l’uomo inflessibile, tutto casa, lavoro e carcere per gli altri, castigatore dei crimini dei “colletti bianchi” e dei costumi rilassati. Evidentemente la sua ossessione per le malefatte della borghesia sono radicate nel vissuto famigliare: la storia di Spitzer è quella di un uomo costretto dall’ambiente circostante ad essere sempre il migliore, come scriveva il Financial Times pochi giorni dopo lo scandalo.

L’ex austero rampollo della borghesia ebraica è stato bravissimo a superare i condizionamenti; un errore imperdonabile per il Corriere della Sera che definisce “sordida” la vicenda. Ci deve essere dell’autoironia, dell’autodenuncia nel tono orripilato di chi vuole moralizzare il moralizzatore, come nell’articolo citato della Farkas; o in altro del Corriere Io Donna di sabato dove si esalta il ridicolo pentimento del pentimento (Spitzer che, moglie a fianco, si dichiara pentito, in preda al rimorso); questo discorso viene definito, ancora una volta non so perchè “molto femminile”. Dove con femminile si intende evidentemente (non lasciano altra scelta) ipocrita, benpensante, sessuofobo. No, credo non ci sia ironia ma solo ferocia iconoclasta mista a delusione verso questo potenziale luogotenente di Hillary Clinton.
Mah…. meglio prendere in giro tutte le convenzioni che circondano la vicenda, come fa il blog We can change the World (che tra l’altro ha notato un’impennata di contatti dopo aver citato Ashley Dupre nei suoi post); meglio soprattutto tornare alla protagonista, alle sue armi non segrete di attrazione di massa, e alla feroce parodia della vicenda fatta da South Park nell’ultimo episodio Major Boobage
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da southparkzone.com

BACHI, CORTOCIRCUITI SEMANTICI: DANILO TAINO SU CORRIERE DI OGGI

Marzo 29, 2008

Oggi sul Corriere della Sera mi pare di aver trovato quello che definirei un pozzo artesiano della comunicazione, un buco nel testo che rimanda ad altre narrazioni.

La legge della necessità della comunicazione dice che se un enunciatore esce dal silenzio ci deve essere un significato in quello che dice, il destinatario si sente quindi chiamato a decodificare un rimando ad una narrazione profonda.

Nel caso di Danilo Taino, corrispondente del Corriere da Berlino, il campanello suona verso la fine dell’articolo: suona e avverte della presenza di un agente che abbiamo già incontrato commentando Francesco Merlo di Repubblica: il maschilismo mascherato di argomentazioni progressiste. Su questo tema segnalo inoltre le pagine di cultura della Repubblica di ieri 28 marzo con due articoli sul saggio “Il sesso del terrore” di Susan Faludi; il commento di Loredana Lipperini mi trova pienamente d’accordo; il maschilismo, il sistema di valori patriarcale su cui si regge il modello occidentale, ha utilizzato i 3000 morti dell’11 settembre per chiamare a raccolta le “donne della tribù”, per rinsaldare vincoli di sangue razziali ed etnici, ammantati di pseudoculture rimodernate e rilanciate mediaticamente (modello Giuliano Ferrara); lo spauracchio della donna liberata, pagana e sfrenata, alleata del barbuto uomo nero terrorista ha avuto effetto nell’immaginario collettivo, dice la Faludi.
Tornando a bomba, Danilo Taino, riferisce che dagli archivi mediatici della DDR, la Repubblica Democratica Tedesca, sono uscite rivelazioni su “12 film osé” girati tra le truppe di leva dal 1982 al 1989. Primo punto interessante: il titolo GENIALE di uno di questi cortometraggi “SCOPARE PER LA PATRIA” che oggi potrebbe essere il vero metamessaggio della campagna anti-abortista
Poi lo scivolone

“L’importante è che le donne si mostrassero affamate di sesso. Con una certa contraddizione … tra la politica ufficiale di assoluta parità tra uomo e donna e la pratica maschilista dei vertici militari”

può essere che mi sfugga il nesso: viene attaccata la rappresentazione della donna oggetto? Nel qual caso la “contraddizione” della defunta Germania est è nulla rispetto alla contraddizione del nostro sistema rappresentativo. Ma Taino dice qualcosa di più circostanziato: per questo “baco” del sistema di codici, il maschilismo è la rappresentazione degli istinti aggressivi, sessuali e di piacere della donna.
Lo segnalo più che altro perchè introduce all’imbarazzo, all’afasia del sistema di codici maschilisti e neomaschilisti di fronte alla pornografia. Dal momento che questo è l’unico ambito in cui la donna viene rappresentata anche come “affamata di sesso” e in preda agli stessi sacri istinti animali di cui il maschio non è titolare, l’attacco alla pornografia in nome di principi progressisti è una mascherata del vecchio agente patriarcale / mentalista / oppressore del corpo che tipicamente viene associato all’organizzazione clericale. Si chiude una finestra del corpo-veicolo femminile con la promessa ipocrita che tanto se ne aprirà un’altra, che comunque rimanda al corpo come funzione riproduttiva semplice, non come veicolo e articolazione del piacere naturale. Taino e la sua prosa “bacata” sono quindi solo una scusa per affrontare questo tema, che certamente si ripresenterà e avrà in Italia un suo epicentro (campagne moralizzatrici, demonizzazione dell’equazione sesso-Internet, di Internet e del sesso, ecc…)

BEETLEBUM

Marzo 29, 2008

Beetlebum dei Blur è un pezzo che evoca molte cose, specie in questa stralunata versione in un setting futurista; la performance in questione è stata realizzata al talk show svedese Sen Kvall Med Luuk (Late Night with Luuk), non so in che data.

ottima e per me migliore tra quelle che ho trovato su Youtube; ne esalta secondo me il sottofondo di periferia londinese post-industriale, di pomeriggi freddi nei palazzoni e nelle fabbriche dismesse…
Con il fido compagno Wikipedia alleato di Youtube nel profondo della notte internettiana, sono andato un pò in profondità nel testo e nel contesto di questo single. Innanzitutto ho scoperto che è il più apprezzato dai fan dei Blur, numero uno del “Best of” e citato anche dai concorrenti Oasis come l’apice della creatività del gruppo londinese

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Beetlebum potrebbe essere un discorso sullo sballo; ci sono molti riferimenti ad una “she” attraente e pericolosa

She turns me on all my violence is gone

She’ll suck your thumb/ She’ll make you come

Nothing is wrong, she turns me on

…buon ascolto/visione

FESTA NOTTURNA DI METASEMANTICA

Marzo 28, 2008

dalle 1.10 alle 1.20 di mattina di oggi 28 marzo è stato esportato su questo blog il contenuto di ComunicazioneIta e MarkndComm. ringrazio chi li ha visti e voi che li avete commentati.
il blog Metasemantica si propone di parlare del segno e del significato nella comunicazione pubblica, politica, commerciale…
L’autore vi saluta e vi da appuntamento nella blogosfera … a presto e buone ricerche a tutti

Marco Ciaccia

BULLISMO ISTITUZIONALE (BIPARTIZAN)

Marzo 26, 2008

Come spiega il blog di Candido in un post di quattro giorni fa, l’aria di speculazione affaristico-finanziaria preelettorale attorno ad Alitalia è tangibile. A un primo giro di lancette su WordPress, ho visto soltanto un blogpost favorevole alla propaganda di Berlusconi, nello specifico sottolineando l’uso delle strategie enunciative classiche: “salvataggio” contro la “(s)vendita”. Gli imprenditori padani nazionali DOC sono “salvatori” i Francesi sono “mercanti” del tempio.
Politicamente parlando mi pare importante la “ricevibilità” della telefonata di Berlusconi all’entourage di Prodi. Prodi non ha sbattuto il telefono in faccia, non ha ridicolizzato l’ indebita pressione, topos semiotico ricorrente nella narrazione politica dei suoi oltre 10 anni di esperienza politica; mi pare che l’Open Political Space noti l’oggettivo formarsi di un asse Prodi-Berlusconi che taglia fuori Veltroni, lasciato a difendere la soluzione originaria, cui lo stesso Prodi non crede più, mediaticamente parlando.

Torniamo ai significati profondi della comunicazione politica, a quelle mi piace concepire come funzioni operative profonde, agenzie della narrazione politica. In questa fase a Berlusconi fa riferimento un desiderio di Caudillo condita dai sorrisi rassicuranti del TG5 all’ora di cena, un compiacimento nel vedere le istituzioni politiche simili alle piazze di paese, dove legge e norme, perfino quelle lontane dell’Europa mammona, non valgono quanto uno sguardo truce del prossimo presidente del consiglio, quanto la sfida a colpi di petto con il concorrente Air France. Air France entra nel territorio del Caudillo, viene da fuori, da oltre le Alpi; quando entrano in gioco i meccanismi atavici della difesa del territorio piccolo piccolo, anche la Francia appare lontana anni luce.
Non che questi meccanismi atavici non venissero sfruttati anche da Prodi ai tempi di Telecom-AT&T, anche se in modo più raffinato e mediato dalla “tradizione politica” antiamericana della sinistra DC.

LA DESTRA ORA CON L’APPOGGIO DELLE BANCHE, NON HA BISOGNO DI RAGIONAMENTI, LE BASTANO I SOFISMI

Marzo 25, 2008

Si sta affermando nella destra politica italiana un modo di ragionare di questo tipo: di fronte alle proposte moderate di Veltroni, si dice “tanto vale dirla più grossa, tanto è solo una sciocchezza”…

Ha iniziato Daniela Santanché in un’intervista a TG SKY in un dibattito con Emma Bonino del Partito Democratico, trasmesso lo scorso 18 marzo. Discutendo della proposta di Veltroni di tagliare gli stipendi dei parlamentari attualmente attorno ai 15mila euro, ha dichiarato che avrebbe preferito portarli alla media italiana di 1.000-1.200 euro, per poi aggiungere “è tutta una provocazione”. In pratica le piccole riforme moderate di Veltroni sono “smontate” con un’argomentazione disperata e disperante, ovvero: “ha detto 1 ma se avesse detto 10 sarebbe stata demagogia, quindi è irrealizzabile”.

L’argomento da avvinazzati, attribuibile solo all’atmosfera sbracata di vittoria (ancora non annunciata), è ancora più evidente dall’ultima dichiarazione di Calderoli, sbeffeggiato ma ascoltatissimo rappresentante della Lega.
L’APCom riporta che avrebbe bollato di “sciocchezza” la proposta Veltroni di aumentare le pensioni minime di 400 euro con questa imperdibile dichiarazione

Sulle pensioni sbaglia Veltroni a voler dare solo 400 euro di aumento ai pensionati: a questo punto diamone 1.000 di euro di aumento, tanto se dobbiamo sparare sciocchezze tanto vale spararle fino in fondo

Mi rendo conto che le stronzate - letteralmente - della destra mi stanno allontanando dal mio giusto astensionsimo, tuttavia è certo che Veltroni in questa fase rappresenta la funzione graduale delle scelte combattute; la destra, portata in palmo di mano dai giornali del potere economico, non capisce più niente, non ha bisogno di capire, è il 100% del capitalismo che conta e come al solito prima delle elezioni gode di quell’aura di infallibilità che aveva anche nella primavera 2001.

MIDWEST SKIES

Marzo 25, 2008

Non ho lasciato la cara patria italica e già sogno Wyoming, Nebraska, Oklahoma, South Dakota, Colorado, il cuore dell’America

Immagino che questi siano i cieli da quelle parti…

LUNA, FOLLIA E ATONALITA’

Marzo 25, 2008

La piece teatrale espressionista Erwartung di Arnold Schoenberg è tra le opere più interessanti della storia della musica; ne ho accennato nella mia prima conversazione con la luna che a questo punto potrebbe essere una conversazione lunare o lunatica perchè no…

Nel libretto di Marie Pappenheim vi sono tutte le simbologie tipiche del lato oscuro della razionalità diurna: la notte, la luce spettrale della luna, il bosco. Il sito Res Musica offre un’ottima prospettiva sul testo musicale inserendo l’opera nell’ambito espressionista. Al centro della vicenda il monologo interiore, lacerato e disperato, di una donna che cerca il suo amato, per poi trovarlo cadavere… Il testo, dal sito della Fondazione Schoenberg, con il poco tedesco che ricordo, fa venire i brividi.

WIKIPEDIA E GUNDAM

Marzo 25, 2008

Il valore di Wikipedia emerge anche in senso verticale, dal grado di dettaglio

La fortunata serie anime Gundam è un caso più unico che raro di prodotto di altissima qualità, con una fortissima domanda, che non ha mai realmente “raggiunto” il suo pubblico, almeno in Italia, a causa di problemi di diritti non pagati alla casa di produzione, la mitica Sunrise.

Dalle pagine Wikipedia dedicate alla serie capostipite Mobile Suit Gundam (1979) traggo queste sconsolate indicazioni che spiegano il perchè di un fallimento del mercato:

Il primo adattamento fu curato dalla Sinc Cinematografica su commissione della VID (Video Italian Distributor), che importò la serie dividendola in due blocchi:
episodi 1-26, con il titolo di Gundam, trasmessi su Telemontecarlo da febbraio a marzo 1980;
altri 13 episodi, con il titolo Il ritorno di Gundam, trasmessi sempre su Telemontecarlo nel maggio 1980 (furono saltati gli episodi 30, 33, 39 e 40).
L’intera edizione della serie fu poi ritrasmessa da varie tv locali riscuotendo complessivamente un buon successo, ma, non si sa per certo se a causa del mancato pagamento dei diritti al produttore ovvero dell’intervenuto accordo tra Sunrise e Bandai che obbligava alla diffusione della serie su una rete di rilievo nazionale per favorire il merchandising, la sua trasmissione fu interrotta e mai più effettuata in Italia per oltre 20 anni.
Il secondo adattamento, su licenza acquisita da Mediaset, è stato curato dalla d/visual ed è stato trasmesso una sola volta su Italia 1 alla fine dell’estate del 2004, e successivamente sul canale satellitare ITT. Non si può dire che questa riedizione, anche a causa di una programmazione poco curata, abbia però avuto un riscontro di pubblico altrettanto apprezzabile.

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C’è però una buona nuova, fresca e in puro stile guerrilla marketing, anche se con l’ufficialità e la ritualità giapponese: il 23 marzo, l’altro ieri, è stata inaugurata presso una stazione della metropolitana di Tokyo questa statua

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dedicata a RX-78-2, uno dei modelli Gundam della serie Z Gundam (1985); le foto dell’evento sono disponibili già adesso su un sito privo di traduzioni; in concomitanza con questa iniziativa, a partire da metà marzo, su uno dei treni sulla linea Shinjuku ci sarà stampata la testa del Gundam RX-78-2 e verrà usata “Tobe! Gundam” (la sigla originale della prima serie) come segnale di partenza del treno nella stazione di Kamiigusa. Le informazioni su questo intervento di marketing non convenzionale vengono da Wikipedia e dal sito italiano GundamItalianClub.com